9) Rousseau. Educazione e politica.

Nell'ultima parte della sua vita Rousseau s'interess anche di
questioni particolari come questi sugerimenti ai polacchi sulla
conduzione politica del loro paese. I suoi consigli risentono
della particolare situazione di quel paese, oppresso politicamente
dai potenti vicini. Egli invita i polacchi ad orientare il sistema
educativo verso un forte spirito patriottico, in grado di dare un
senso completo alla vita stessa.
J.-J. Rousseau, Considerazioni sul governo della Polonia, quarto.

E' l'educazione che deve dare agli animi la forza nazionale e
dirigere le loro opinioni e i loro gusti in modo tale che essi
siano patriottici per inclinazione, per passione, per necessit.
Ogni bambino, aprendo gli occhi, deve vedere la patria e fino alla
morte non deve vedere altro che essa. Ogni vero repubblicano ha
succhiato con il latte della madre l'amore per la patria, cio per
le leggi e per la libert. Questo amore  tutta la sua vita: egli
non vede che la patria, non vive che per essa; non appena egli 
solo, non  nulla; quando non ha pi patria, non  pi e se non 
morto,  qualcosa di ancor peggio.
L'educazione nazionale  propria soltanto degli uomini liberi;
essi soli hanno un'esistenza comune e sono veramente uniti tra
loro dalla legge. Un francese, uno spagnolo, un italiano, un russo
sono tutti press'a poco uomini uguali tra loro: essi escono dal
collegio gi di tutto punto plasmati per la licenza, vale a dire
per la servit. A venti anni un Polacco non deve essere come gli
altri, deve essere un Polacco. Voglio che, mentre impara a
leggere, legga cose riguardanti il suo paese, che a dieci anni ne
conosca tutti i prodotti, a dodici tutte le province, tutte le
strade, tutte le citt, che a quindici ne sappia tutta la storia,
a sedici tutte le leggi; voglio che non vi sia una bella azione
avvenuta in Polonia o un uomo illustre del suo paese di cui egli
non abbia pieni la memoria e il cuore, e di cui non sia in grado
di parlare sul momento. Da ci si comprende come non siano gli
studi consueti, guidati da stranieri e da preti, che vorrei far
seguire ai fanciulli. La legge deve regolare la materia, l'ordine
e la forma dei loro studi. Devono avere per maestri unicamente dei
Polacchi, tutti sposati, se possibile, tutti che si distinguano
per i loro costumi, per la loro probit, il loro buon senso, i
loro lumi, e tutti destinati ad impieghi, non gi importanti o pi
onorevoli, poich ci non sarebbe possibile, ma meno faticosi e
pi brillanti, quando per un certo numero di anni avranno
adempiuto bene il loro compito educativo. Badate soprattutto di
non ridurre a un mestiere la condizione di pedagogo. Ogni uomo
pubblico in Polonia non deve avere altro stato permanente
all'infuori di quello di cittadino_.
Grande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, 1968, volume
quindicesimo, pagine 916-917.
